Spesso quando andiamo a fare la spesa ci imbattiamo inconsapevolmente in sostanze pericolose (o potenzialmente tali). Siamo attirati dalle confezioni dai colori confortanti e dal packaging invitante, il marketing e la pubblicità fanno il resto, ma le nostre scelte su ciò che mettiamo in pancia dovrebbero essere più consapevoli e volte alla conservazione della nostra salute.
L’industria alimentare mette sul mercato migliaia di prodotti contenenti additivi spesso dannosi per la nostra salute, se poi i prodotti confezionati sono rivolti ai bambini il rischio aumenta.
Ma a che cosa dobbiamo stare attenti quando mettiamo un prodotto nel carrello? Cosa saggia sarebbe leggere attentamente le etichette confrontare data di produzione e di scadenza. Ad esempio se la data di scadenza è molto lontana significa che il prodotto alimentare in questione contiene molti più additivi e conservanti.
E’ utile controllare la provenienza, prediligendo per quanto riguarda cereali e derivati quelli provenienti dal nostro paese. Nella scelta di cereali e farine integrali è preferibile scegliere gli alimenti provenienti da coltivazioni Bio appunto perchè il grano e i cereali non decorticati trattengono tutte le sostanze potenzialmente pericolose sulla buccia.
Quali sono le sostanze pericolose?
1 – L’ Olio di palma,
dannoso per la salute del sistema cardiocircolatorio in quanto possiede un ‘elevata percentuale di grassi saturi 50% non controbilanciati da un’adeguata quantità di acidi grassi polinsaturi benefici.
2 – L’ Olio di Colza,
ricco di acido erucico, lipide cardiotossico che ha ripercussioni sulla crescita e crea disturbi a carico del fegato.
3 – I Solfiti,
sono additivi alimentari che vengono usati per la conservazione dei prodotti e bevande confezionati. I solfiti sono allergizzanti e possono provocare asma in soggetti predisposti, cefalee e malassorbimento di vitamine soprattutto (quelle del gruppo B). Nelle etichette li troviamo con le diciture da: E220 a E 228 ed è molto probabile trovarli nei seguenti alimenti:
- zucchero,
- vino,
- aceto,
- birra,
- insaccati,
- frutta disidratata,
- conserve sott’olio,
- preparati per purè,
- latticini,
- frutti di mare.
Per legge devono essere segnalati con la dicitura “contiene solfiti”.
Per L’ Organizzazione Mondiale della Sanità la dose massima accettabile è dello 0,7 milligrammi per kg di peso corporeo.
4 – Glutammato Monosodico (E620).
Presente classico “dado da cucina” ma anche in quasi tutti piatti pronti, è una delle cause principali delle cefalee alimentari. Tra le sostanze pericolose che più facilmente mettiamo ignaramente nel carrello della spesa. Può provocare nausea e squilibri ormonali, obesità, ritenzione idrica e alterazione della flora batterica intestinale.
5 – Bisfenolo A (BPA),
è un ormone sintetico che secondo alcuni studi potrebbe avere effetti nello sviluppo pre e post natale del nascituro. Si trova in alcune materie plastiche utilizzate per la produzione di contenitori alimentari. Questa sostanza è stata bandita dall’UE nel 2011 per i biberon in policarbonato destinati ai lattanti. Purtroppo è ancora presente nelle lattine per la conservazione di bibite, alimenti in scatola e bottiglie di plastica per acqua e bibite.
Video sul Bisfenolo A
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