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Mal di testa e alimentazione

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Quale è la relazione tra alimentazione e mal di testa? Come dovremmo alimentarci in relazione alla qualità e alla quantità del cibo? Una delle regole fondamentali è cercare di evitare cibi dall’elevato indice glicemico, in quanto scatenano una risposta repentina dell’attività del pancreas, costretto a rilasciare una certa quantità di insulina, che a sua volta abbasserà drasticamente il livello di glucosio portando rapidamente l’organismo in una situazione di ipoglicemia. Questo sbalzo è alla base di uno stress neuronale che può generare il mal di testa. Un altro fattore da non sottovalutare è rappresentato dalla quantità di cibo e dalla velocità con cui lo consumiamo. Mangiare troppo, e troppo velocemente, affatica l’apparato digerente e crea dei ristagni energetici, che possono far insorgere il dolore.

Cosa non mangiare

Ci sono cibi che possono essere sconsigliati a chi è soggetto a soffrire di mal di testa? Senz’altro tra i cibi più comuni che vengono indicati nelle concause delle cefalee sono da tener presenti:

  • formaggio, soprattutto stagionato;
  • cioccolato;
  • frutta secca;
  • carne e pesce conservati;
  • agrumi;
  • pomodori;
  • salumi;
  • tutti i cibi che contengono glutammato monosodico.

Attenzione anche a: salsa di soia (presente in tantissimi cibi confezionati e congelati), frutta in guscio, alcolici e noce moscata.

Attenzione al caffè

Per quanto riguarda il caffè, è sconsigliato nei soggetti che soffrono di mal di testa. Pur essendo consigliato all’insorgere della crisi emicranica, è comunque sconsigliato smettere di berlo senza dare all’organismo il tempo di abituarsi. Una mancanza repentina di caffeina può generare una vera e propria crisi di astinenza e portare un forte mal di testa.

Ci sono poi cibi a cui ognuno di noi è diventato intollerante che se ingeriti scatenano la cefalea, è opportuno quindi essere consapevoli di ciò che può esserci nocivo, magari valutando anche attraverso la prova kinesiologica.

Sono una Naturopata. Da sempre fin da bambina ho mostrato  interesse per erbe e piante medicamentose. I miei nonni abitavano in campagna e andavo a cercarle con loro. Ricordo la camomilla messa ad essiccare e poi gustata in infuso. Ho approfondito frequentando diversi seminari. Posso dire di essere riuscita a debellare l’emicrania dalla mia vita attraverso le tecniche che ho appreso. Il modo di approcciare alla vita è sempre stato importante per me. Ho conseguito il primo e secondo livello Reiki e mi sono iscritta alla scuola di naturopatia di Genova, sono affiliata all’Universite Europeenne Jean Monnet di Bruxelles. Il mio percorso è stato gratificante ma l’ho affrontato con sacrificio e grande tenacia, lavorando e studiando.

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